Modi di dire adottati dallo Sport … di Antoniopio Antico!

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Tempo attenzione 5 minuti!

Partire in quarta

Partire in quarta, che, nel linguaggio comune, indica il dare il via a un progetto o anche solo a una discussione con grande energia, veemenza ed entusiasmo. Se molti pensano che il riferimento sia da ricercare in una partenza automobilistica con la quarta marcia, invito chiunque a provarci senza far spegnere il motore (altro che scatto bruciante!auto completamente frenata). La suddetta quarta è, infatti, una posizione della scherma molto offensiva, in grado di portare un attacco veloce e spesso decisivo.

In punta di fioretto

Una fase del duello in cui i due avversari si tengono a distanza e le loro armi si toccano solo con la punta, dando il via a un serie di lievi movimenti fatti per studiarsi in preparazione alla stoccata e all’attacco decisivo; quindi, parlo di un momento aggressivo e risolutivo.

Zona Cesarini

Indica un risultato che si ottiene all’ultimo minuto. L’espressione ha avuto origine negli anni Trenta ed è legata a Renato Cesarini, un calciatore oriundo argentino che giocò con la maglia della Juventus dal 1929 al 1935; segnava proprio negli ultimi minuti della partita, pertanto ottenere un risultato

all’ ultimo istante è definito ” zona Cesarini”.

Il gregario

È il caso di gregario, termine che deriva dal latino e indica il ciclista professionista che ha il compitoall’interno della squadradi aiutare il corridore principale (capitano) durante la corsa, svolgendo azioni fondamentali come:

  • rifornire i compagni di cibo o borracce
  • fare la spola con l’ammiraglia
  • impostare l’andatura nei tratti montani e in vista della volata. Gregario è annoverato fra i modi di dire, quindi come una persona che ne assiste un’altra, solitamente più esperta, in situazioni particolarmente complesse e difficili,

Scatenare le bagarre…

Fase della gara ciclistica confusa e tumultuosa che nasce all’improvviso e interessa tutto il gruppo della corsa, e che di solito precede una fuga o la volata finale.

Nel linguaggio quotidiano indica quindi, allargando il discorso, un tafferuglio violento, uno scontro acceso di opinioni, polemico e rissoso, su temi anche alti (politici o culturali, per esempio) che si scatena in un gruppo anche allargato, rapidamente e senza troppo preavviso

Gettare la spugna

Un’altra situazione che nessun pugile vorrebbe mai vivere durante l’incontro è quando il suo allenatore, o chi per lui, decide di interrompere il combattimento perché si rende conto che l’atleta non è più in grado di continuare. E lo fa gettando per terra l’asciugamano. Gesti (o modi di dire) che equivalgono a dichiarazioni di resa e rientrano tra le sconfitte si definiscono ” gettare la spugna”

A gonfie vele

Per la nautica, ad esempio, in cui un’andatura come quella di poppa, estremamente pericolosa, che necessita di parecchia attenzione in quanto un rapido cambio della direzione del vento può far strambare senza preavviso e mettere a rischio l’incolumità dell’equipaggio e la stessa imbarcazione, pertanto nella vita un episodio gestito a gonfie vele potrebbe imbattersi in modo eclatante.

Appendere le scarpe al chiodo

Appendere le scarpe al chiodo, è il classico modo di dire che si adotta per descrivere il momento in cui uno sportivo si ritira e abbandona l’attività agonistica, nell’uso comune si utilizza più in generale per chiunque lasci la propria attività o professione.

Antoniopio Antico

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